La struttura è la copia carbone del precedente ma nonostante si perda lievemente il senso di novità riguardo l'atmosfera e la storia tardi un po' a decollare, la narrazione ricopre ancora una volta un ruolo di primissimo piano con Layton e il piccolo Luke impegnati alla ricerca di un misterioso vaso, in qualche modo legato alle ricerche e alla morte del mentore del nostro detective galantuomo.
I filmati sono stupendi, anche loro meglio che in Il Villaggio dei misteri, così come lo è la varietà degli ambienti visto che anziché una singola grossa coordinata geografica si è scelto di passare in rassegna più luoghi diversi: Londra, treni e curiosi villaggi - ancora - compresi, con un set di personaggi che prevedibilmente annovera vecchie glorie e tante introduzioni, strizzando più di una volta l'occhio a tutti coloro avessero provato il precedente. Come in passato non mancano gli elementi di contorno: macchine fotografiche da raccogliere e soprattutto il difficile compito di far dimagrire un criceto! Tutti elementi secondari accessibili attraverso lo stesso menù di sempre ma utili a distrarre l'attenzione dai binari principali, aprendo anche in parte le porte alla solita gustosa selezione di enigmi aggiuntivi.
Per ovvi motivi è inutile mettersi ad almanaccare su ogni singolo enigma: tutti i 150 puzzle proposti da Il Professor Layton e il Vaso di Pandora sono godibili e intelligenti, con alcune tipologie che si ripetono e la costante alternanza di quesiti strettamente legati alla trama, tematici, e altri decisamente più estemporanei anche se presentati in modo talmente pretestuoso da diventare simpatici.
Il nuovo pannello per segnarsi delle note mentre si svolge un enigma è una piccola e gradita soluzione che permette quando c'è da disegnare di avere una brutta e negli altri casi di prendere appunti. Torna, ovviamente, il sistema dei Picarati e quello degli aiuti, rimasti sostanzialmente immutati rispetto al precedente incontro ed eventualmente frutto di competizione con le altre persone con cui si condivide la cartuccia. Nella sua uguaglianza con il passato, quindi, Layton offre un'esperienza di alto livello, godibile dall'inizio alla fine, con una longevità leggermente superiore al passato e una cura per il particolare notevole che si trasmette dalla perfetta gestione del pennino e della sua interazione con i fondali fino ad arrivare allo studio dei menù, che nei puzzle danno il meglio presentandosi in una molteplicità di forme diverse, sempre o quasi all'altezza della situazione e a prova di fraintendimento.
Una tirata d'orecchie per la colonna sonora, che in sé e per sé è bellissima, come i suoni, solo che anche questa volta si ripete all'infinito con davvero poca varietà, un peccato visto che Level 5 sembra avere perfettamente in mente come selezionare i suoi compositori!!!
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